Clinical practice training activities for the students of physiotherapy: ethnographical study/Le attivita di tirocinio degli studenti in fisioterapia: studio etnografico.
Abstract: Introduction--The clinical practice training is one of the basic and indispensable moments during the training in health professions. Concretely the training constitutes all the activities that a student needs to appropriate himself of the "core competence".

Scope--This research consists of a specific investigation which tries to clarif if it is possible to find some good advices and models, by asking and interviewing the students during their personal experiences of clinical practice training.

Materials and methods--The study is analyzed within the theoretical orientation of the fenomenological approach, according to the theory inductively resulted from grounded theory. The direct observation and a correctly built and structured interview are the mostpowerfull tools chosen by the different authors. Actually, these tools seem to be the most adequate to recognize the meanings that the stidents give to their experiences in clinical practice training. The analyzed subjects, in this report, are 2 students of Physiotherapy.

Results--During the data analysis some key elements appeared; elements that could be called central focuses (or categories, concepts). When determined, these concepts have been conceptually elaborated in the description of two different paradigms. The first one refers to intellectual, gestural and relational skills learned and improved; the second one represents the conveyance of professional skills of high level from the tutors to the students (the observed subjects). Discussion. The analyzed contextes during the clinical practice training and the interview allow to recognize and to ascertain a differentiation in learning where students, towards problem solving activities, implement educationalprocesseses and clinical reasoning.

Conclusion--In the limits of the little casuistry observed in an ethnographical manner and within the structured interview, the result show the fundamental role of the tutor.

KEYWORDS: learning experience, reflection in practical training, qualitative study in pyhsical therapy students.

Oggetto--Negli ultimi quindici anni sono stati numerosi i cambiamenti istituzionali che hanno portato a una metamorfosi della formazione degli studenti delle professioni sanitarie.

In questo contesto educativo, il tirocinio costituisce uno dei momenti fondamentali ed irrinunciabili per la formazione delle professioni sanitarie. L'apprendimento dall'esperienza e l'ingresso dello studente nel mondo prassico, si realizza durante le attivita di tirocinio. Sostanzialmente il tirocinio, con la complessa esperienza di "vita vera vissuta" costituisce l'attivita formativa che piu di tutte consente il raggiungimento delle competenze "irrinunciabili", nel suo percorso formativo.

Obiettivi e significativita della proposta--Malgrado la riforma universitaria e questo innovativo scenario educativo, si e affermato e condiviso da parte dei formatori, il problema del gap tra conoscenza teorica e sua applicabilita nelle attivita di tirocinio.

Scopo: con questa ricerca, si vuole andare ad indagare se osservando e intervistando gli studenti nelle esperienze di tirocinio professionale sul campo e possibile trovare consigli e modelli per avvicinare questo gap.

Metodi e orientamento teorico--Lo studio viene analizzato attraverso l'orientamento teorico dell'approccio fenomenologico secondo la teoria induttivamente derivata della grounded theory prendendo spunto dalla tipologia costruttiva di J. Morse e L. Mortari per costruire dei concetti a partire dall'aspetto pratico dell'esperienza. I soggetti analizzati, in questo report, sono 2 studenti frequentanti il terzo anno di un percorso formativo dei Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie (in ambito della Riabilitazione). Sono state raccolte 18 osservazioni etnografiche sul campo e 2 interviste strutturate, nell'arco dei 3 mesi della loro attivita pratica sul campo.

Risultati--dall'analisi dei dati, i contesti osservati durante l'esperienza di tirocinio e l'intervista, ha permesso di accertare una differenziazione di apprendimento dove gli studenti, attraverso la risoluzione dei problemi, hanno messo in atto dei processi educativi, formativi, attuativi e del ragionamento intuitivo. In questo report, vedremo come il ruolo del tutor e uno degli elementi che favorisce lo sviluppo dell'apprendimento degli studenti stimolandoli alla ragione riflessiva, cioe l'essere pensosamente presenti rispetto all'esperienza e di costruire sapere a partire dall'esperienza.

Discussione--il contenuto dei concetti emersi da parte dei discenti e che avere l'autorizzazione a lavorare autonomamente con responsabilita e indipendenza, essere in grado di utilizzare tutte le forme di imitazione gestuale e relazionale e sicuramente un collegare la teoria con la pratica. Non solo, ma e anche avere la consapevolezza di entrare a pieno titolo, con le competenze richieste, nel futuro mondo professionale dei pratici.

PAROLE CHIAVE: Riflessione sulla pratica clinica; apprendimento durante l'esperienza; studio qualitativo su studenti in fisioterapia.
Subject: Physical therapy (Training)
Therapeutics, Physiological (Training)
Medical students (Training)
Medicine (Practice)
Medicine (Analysis)
Authors: Cappuccini, Manuela
Mazzoni, Valentina
Pub Date: 01/01/2010
Publication: Name: Scienza Riabilitativa Publisher: Associazione Italiana Fisioterapisti Audience: Academic Format: Magazine/Journal Subject: Health Copyright: COPYRIGHT 2010 Associazione Italiana Fisioterapisti ISSN: 1828-3942
Issue: Date: Jan, 2010 Source Volume: 12 Source Issue: 1
Topic: Event Code: 280 Personnel administration
Geographic: Geographic Scope: Italy Geographic Code: 4EUIT Italy
Accession Number: 255243538
Full Text: INTRODUZIONE

La o scopo di questo progetto di ricerca e di capire se interrogando gli studenti sul proprio vissuto nelle esperienze di tirocinio professionale e possibile trovare consigli e modelli per avvicinare il gap tra apprendimento teorico e esperienza pratica. Attraverso l'osservazione etnografica sul campo e l'intervista strutturata il ricercatore ha indagato quali sono le situazioni relazionali, i contesti ambientali, le posizioni degli attori studiati, i pensieri attivati per ricercare i metodi operativi e attuativi, che favoriscono od ostacolano l'apprendimento degli studenti quando si trovano direttamente coinvolti e fautori della loro esperienza pratica alla fine del terzo anno di corso.

Il contesto analizzato (in questo caso la palestra di riabilitazione fisioterapica) ha dato molte opportunita di vedere i repentini cambiamenti comportamentali degli studenti dove l'avvicendarsi del continuo scambio tra studente-tutor e viceversa, la richiesta di supporto teorico e pratico, l'uso dell'imitazione gestuale e la continua conferma da parte del tutor guida di tirocinio, hanno permesso al ricercatore di generare dati davvero interessanti.

Tutta la fase di raccolta dei dati e stata eseguita con la partecipazione del ricercatore sul campo nell'ambito di un contesto di tirocinio che come tipologia di pazienti (affetti da lesioni del sistema nervoso centrale e periferico) rende l'esperienza di tirocinio particolarmente ricca di situazioni problematiche.

L'orientamento teorico e metodologico che meglio si adatta ad indagare questa esperienza, a partire dai soggetti che ne sono protagonisti (i tirocinanti), per cogliere il loro pensiero sull'esperienza, e quello che rientra nella cornice dell'approccio fenomenologico secondo la teoria induttivamente derivata della grounded theory (1). Il metodo della grounded theory sara quello che permettera di ricostruire le teorie sottese alle azioni che si presentano come vissuti e che vengono ricercate e elaborate in questa attivita di tirocinio sul campo. In particolare l'analisi dei dati e stata approfondita in base alla teoria qualitativamente derivata prendendo spunto dalla tipologia costruttiva di J. Morse (2) e L. Mortari (3), con l'obiettivo di costruire, a partire dall'esperienza pratica, alcuni concetti teorici chiave, capaci di leggere e interpretare in profondita il tirocinio.

ANALISI DELLA LETTERATURA

Il tirocinio e la sua funzione nella formazione delle professioni sanitarie

In questi ultimi quindici anni sono stati numerosi i cambiamenti istituzionali che hanno portato ad una metamorfosi del Servizio Sanitario Nazionale, sia per quanto concerne l'organizzazione sanitaria sia per la formazione delle professioni che operano in questo contesto.

In coerenza, con il delinearsi di questo nuovo scenario formativo e lavorativo, le norme che ridisegnano i criteri generali per l'ordinamento degli studi universitari e che disciplinano i nuovi titoli di studio rilasciati dalle Universita (Decreto del MURST n. 509/99 e n. 270/04) (4), prevedono nuovi percorsi formativi. La formazione universitaria porta pero alcuni rischi (Binetti P., Alloni R., 2004) (5).

Binetti e Alloni indicano un rischio che si colloca tra due poli chiaramente identificati: quello della ultraspecializzazione--per cui si hanno conoscenze dettagliate di realta molto limitate--e quello di una sorta di ipertrofia culturale, che porta alla conoscenza generica di molti aspetti che afferiscono a campi diversi correlati tra loro.

Particolare rilievo riveste, come parte integrante della formazione professionale l'attivita formativa pratica e di tirocinio clinico, svolta con la supervisione e la guida di tutor professionali appositamente assegnati, coordinata da un docente appartenente al piu elevato livello formativo previsto per ciascun profilo professionale e corrispondente alle norme definite a livello europeo ove esistenti Dal 1990 ad oggi le esperienze incontrate e analizzate nelle varie universita italiane fanno emergere due tipologie di tutor, definite con termini diversi a seconda della realta, della tradizione e della cultura esistenti: il tutor didattico o d'aula e il tutor guida di tirocinio. Il raggiungimento delle competenze professionali si attua attraverso una formazione teorica e pratica che include anche l'acquisizione di competenze comportamentali, che viene conseguita nel contesto lavorativo specifico di ogni profilo, cosi da garantire, al termine del percorso formativo, la piena padronanza di tutte le necessarie competenze e la loro immediata spendibilita nell'ambiente di lavoro (Decreto Interministeriale MURST, 2 aprile 2001) (6).

Il Tirocinio

Il tirocinio costituisce uno dei momenti fondamentali ed irrinunciabili per la formazione delle professioni sanitarie. L'apprendimento dall'esperienza e l'ingresso dello studente nelle comunita di pratica si realizza principalmente in questo momento di formazione sul campo.

Il Tirocinio puo essere definito come "... l'insieme delle esperienze circoscritte nel tempo, formalizzate da un processo educativo, assistite da esperti, con possibilita di verifiche in itinere e finali ..." ovvero " un processo di legittimazione del ruolo in cui i protagonisti sperimentano e consolidano i comportamenti ed imparano ad esercitare, con modalita convenzionale, lo specifico della professione alla quale aspirano'' (Sasso, Lotti, Gamberoni 2003) (7).

Il Tirocinio e un sistema di opportunita per lo sviluppo professionale degli studenti. Non e uno strumento didattico elementare ma e uno "spazio d'esperienza" finalizzato all'integrazione dei modelli teorici e dei modelli di azione professionale. In questo momento di formazione sul campo la tutorship assume ruoli e significati diversi e complementari:

* quella di sostegno a uno sforzo di apprendimento dall'esperienza, a un impegno di coinvolgimento personale in un percorso che richiede riflessivita costante, capacita di progettare, scegliere, agire in un contesto di problem solvingpiuttosto che semplice imitazione di modelli professionali e uso di abilita e capacita acquisite meccanicamente (L. Zannini 2005) (8);

* una relazione educativa, orientata alla formazione individualizzata, che mira ad aiutare lo studente ad assumersi la responsabilita della propria formazione (L. Sasso, A. Lotti, L. Gamberoni 2003) (7).

Il ruolo del Tutor

Il tutoring consiste nel seguire lo studente tenendo conto del suo processo di apprendimento e andando al di la della semplice acquisizione di conoscenze: aiutandolo ad entrare nella dinamica della materia, a concentrarsi maggiormente nel processo di apprendimento, assimilazione ed applicazione.

L. Zannini (8) ricorda che e uno "spazio mentale per il mentale", ossia per permettere al discente di mentalizzare l'esperienza che va facendo e quindi, attraverso la riflessione, di ricavare da essa degli apprendimenti.

Barrows H.S. (1990 "Ilprocesso tutoriale") ricorda che e importante che il tutor sia in grado di porsi come modello, agire come istruttore e poi togliersi dalla scena. Questa affermazione sottolinea l'importanza che lo studente riconosca il tutor come persona in grado di trasmetterli una conoscenza pratica. Questo puo avvenire nel momento in cui il tutor e in grado, attraverso varie tecniche, di istruire 10 studente trasmettendogli le sue abilita e allo stesso tempo rendendolo autonomo nelle scelte riguardanti la sua formazione. La responsabilita del tutor e guidare lo studente nel processo formativo senza sostituirsi a lui nelle scelte che permettono la sua crescita personale e professionale. La riflessione in questo senso deve poter avvenire sia su concetti giusti che su concetti errati. Il modo migliore per permettere allo studente di riflettere e incoraggiare la discussione con i colleghi, privilegiando la discussione tra loro, piuttosto che con il tutor in quanto le decisioni dovrebbero nascere da un processo di gruppo e avere il consenso di questo.

Obiettivi e significativita della ricerca

Il tirocinio rappresenta un'esperienza interessante dal punto di vista della ricerca perche questa esperienza permette che sia lo studente a metter in gioco le proprie teorie per rielaborarle a partire dai casi concreti che si trova a dover affrontare, dove ogni caso risulta essere unico e irripetibile, anche se simile ad altri e/o appartenente alla stessa tipologia teorica di riferimento. Nell'agire pratico: <> (Mortari, 2003, p. 9). Sulla base di questa indagine il pratico conduce una deliberazione pratica, ossia decide di agire in un mondo invece che in un altro.

La distanza tra le eccessive conoscenze teoriche apprese dagli studenti durante le lezioni formali e la poca trasmissibilita nell'ambito dell'esperienza del tirocinio professionalizzante, ha posto una domanda fondamentale: che cosa accade durante le attivita di tirocinio quando gli studenti delle professioni sanitarie stanno facendo esperienza?

Come impara dall'esperienza chi e coinvolto nell'attivita pratica? Nel vissuto degli studenti e possibile rintracciare degli elementi che agevolano o impediscono lo sviluppo del loro apprendimento nella pratica clinica? In questo progetto di ricerca il focus centrale del ricercatore e stato interrogare gli studenti durante questa loro esperienza pratica allo scopo di trovare idee, processi o intuizioni che permettono di superare il gap tra conoscenza teorica e pratica, cercando di cogliere il pensiero mentre e in azione.

Quotidianamente l'elevato tasso di problematicita dell'agire e conseguente al fatto che non sempre sono disponibili linee precodificate di azioni. La forma perfetta del sapere prassico non e la capacita di applicare regole date, ma e quella di orientare le scelte attraverso l'azione riflessiva concepita sul campo e supportata dal sapere che si viene modulato attraverso l'esperienza, quell'esperienza che, se vissuta con un atteggiamento pensoso, consente la costruzione di un sapere del particolari (10). Per essere efficace la pratica deve essere illuminata da una teoria elaborata a partire dalla pratica stessa (cioe da una emic o insider theory) (11); in questo caso si parla di "prassi", intendendo con questo termine un agire pratico illuminato da una teoria che si costruisce nel contesto dell'azione. Un buon pratico e colui che alla routine preferisce l'agire pensato e per questo si qualifica come un buon ricercatore, nel senso che si fa ricercatore sul campo di una teoria dell'agire educativo che sappia costituire un valido orizzonte di senso.

Lo studio intrapreso ha inteso promuovere una riflessione sistematica partendo dalle esperienze e dalle osservazioni non partecipate del ricercatore, al fine di delineare prospettive di azione che possano aumentare il grado di efficacia delle attivita formative rivolte agli studenti in quanto giovani adulti nel loro processo formativo professionalizzante.

MATERIALI E METODI

OGGETTO DELLO STUDIO

L'obiettivo fondamentale dello studio e comprendere l'esperienza di tirocinio come momento privilegiato per costruire sapere a partire dall'esperienza (10). Comprendere la congruenza che esiste fra il pensare in profondita e il processo che accompagna l'azione che si esprime in scelte concrete che permettono di valutare se fare una certa azione o dire questo enunciato, piuttosto che agire diversamente e cambiare richiesta verbale.

La ricerca sul campo ha permesso al ricercatore di indagare il processo di deliberazione che si accompagna all'azione pratica degli studenti mentre svolgono il loro tirocinio. L'agire pratico e, infatti, quello in cui siamo chiamati a prendere decisioni per fare fronte alle situazioni indeterminate. La forma perfetta del sapere prassico e la capacita di orientare le scelte attraverso l'azione concepita sul campo e supportata dal sapere che viene modulato attraverso l'esperienza.

Durante la raccolta dei dati sono state approfondite le azioni osservate in fase di riflessione in-azione e sull'azione in base al gesto proposto dagli studenti ai pazienti, la tonalita e la modalita della voce e la comunicazione che quotidianamente gli studenti attribuiscono al loro agire. La descrizione delle osservazioni era focalizzata a capire perche gli studenti agivano in un determinato modo; che cosa volevano raggiungere; quale era il clima emotivo della situazione osservata; in che misura le loro azioni erano congruenti con la richiesta verbale, il contesto analizzato e il paziente trattato; perche il loro agire era continuamente variabile ed era necessario anche una minima perturbazione emotiva e richiesta verbale perche tutto cambiava in base a quello che avveniva in quel momento. E dunque un pensare in profondita, che scava nelle pieghe dell'esperienza, per capire le ragioni che hanno guidato l'azione in quella precisa direzione, le alternative che sono state scartate e i motivi, se c'erano, che hanno orientato quella precisa scelta.

SOGGETTI COINVOLTI

L'indagine osservativa e l'intervista strutturata, sono state focalizzate su 2 studenti frequentanti il 3 anno dei Corso di Laurea in Fisioterapia. Nel corso del terzo anno lo studente, attraverso le esperienza di tirocinio e il raggiungimento degli obiettivi formativi sia teorici che pratici, acquisisce a pieno titolo le competenze professionali. I soggetti osservati essendo alla fine del loro percorso formativo, hanno acquisito tutte le conoscenze teoriche delle attivita formali e hanno frequentato vari contesti esperienziali in tutti i settori delle attivita di tirocinio pratico.

L'esigua numerosita dei soggetti coinvolti e da imputare al fatto che le osservazioni etnografiche in quanto tali richiedono molte ore di partecipazione del ricercatore sul campo. I dati sono stati raccolti in uno spazio temporale della durata di 3 mesi. Ogni osservazione sul campo, aveva una durata minima di 1 ora e mezza per un massimo di 3 ore e sono state raccolte 9 osservazioni per ogni singolo studente.

La scelta di accedere a questo tipo di contesto e stato facilitato per la pregressa e decennale attivita lavorativa come fisioterapista, svolta dal ricercatore nell'ambito della neurologia.

Infine si precisa, che le fisioterapiste, che in questo studio rivestono il ruolo di tutor guida di tirocinio, sono entrambe molto esperte in quanto lavorano da piu di 20 anni nel campo delle patologie neurologiche.

IL METODO

Poiche l'obiettivo della ricerca e quello di cogliere il fenomeno nella sua unicita, e apparso particolarmente adatto l'approccio metodologico della grounded theory (9). Il ricercatore ha preso spunto dagli orientamenti metodologici definiti grounded, quelli in cui una teoria viene generata induttivamente attraverso un processo di ricerca che implica una processualita dialogica fra il momento della raccolta, dell'analisi dei dati e quello della costruzione di un'interpretazione.

Con questo metodo, si e prodotta una teoria, ovvero un modello interpretativo costruito secondo una teoria induttivamente derivata (Strauss, Corbin, 1990) (9).

Molti autori, in letteratura riportano che il mondo dell'educazione si presenta come un complesso oggetto di indagine. Di tale oggetto (L. Mortari, 2007) (10) il paradigma positivistico, ha consentito di acquisire un certo grado di conoscenza, ma gran parte dell'essenza del fenomeno sfugge ai dispositivi epistemici di tipo positivistico (Lincoln, Guba, 1985; Bentz, Shapiro, 1998), per questo e importante che vengano condotte ricerche di tipo qualitativo su queste esperienze.

Per interpretare un processo di deliberazione e necessario avvalersi di approcci di ricerca di tipo qualitativo, che permettono di accostarci all'esperienza in modo da coglierla nella sua integrita. Gli strumenti utilizzati in questo studio etnografico, hanno dato modo al ricercatore di analizzare e riflettere nell'osservazione di questo rapporto tra studenti e pazienti trovando il particolare e l'essenziale della loro intenzionalita dei gesti, della relazione e comunicazione. Questo orientamento ha potuto sondare in profondita il pensiero, i vissuti e il loro agire durante le attivita di tirocinio.

L'analisi dei dati e stata approfondita in base alla teoria qualitativamente derivata secondo il metodo della grounded theory interpretato da Morse e Mortari (J. Morse, 2004 L. Mortari 2007)(2, 10).

L'intento e stato quello di prendere spunto da queste autrici per costruire dei concetti a partire dall'aspetto pratico dell'esperienza.

STRUMENTI/O TECNICHE UTILIZZATE

L'osservazione sul campo e l'intervista strutturata, sono gli strumenti scelti dagli autori in quanto ritenuti i piu adeguati per fare emergere i significati che i soggetti attribuiscono a questa attivita formativa, quando sono radicati nel mondo pratico.

L'osservazione non-partecipata sul campo e l'intervista strutturata sono state utilizzate per studiare questo processo di deliberazione e quali significati gli studenti attribuiscono alla loro esperienza di tirocinio.

L'osservazione non partecipata sul campo ha dato la possibilita di studiare i modi, i comportamenti, le relazioni, la comunicazione che quotidianamente gli studenti utilizzano nel loro agire pratico. L'intervista strutturata, proposta alla fine delle osservazioni, e stata finalizzata all'esplorazione in profondita per cogliere il pensiero che sottende l'agire pratico degli studenti e che da senso alla loro professionalita mettendo in relazione le teorie con i casi che affrontano nella pratica.

Osservazione sul campo

La raccolta delle osservazioni non partecipate ha avuto luogo nel reparto di neurologia dove i pazienti sono affetti da patologie neurologiche sia di lieve che di grave entita, per lesioni che coinvolgono il sistema nervoso centrale e periferico.

Per la raccolta delle osservazioni e stata utilizzata una griglia di osservazione aperta a 3 entrate dove nella prima colonna e stato descritto quello che il ricercatore osservava, nella seconda il pensiero, i giudizi e il sentire di tutti i soggetti presenti nel contesto analizzato e nell'ultima e stato lasciato lo spazio per il lavoro di analisi.

Tutta la fase della ricerca si e svolta sul campo e l'osservazione e stata rivolta a due aspetti fondamentali:

1. la struttura sociale(22).

La struttura sociale, intesa come la materializzazione dei rituali e cerimoniali degli attori, riproducono la cultura del gruppo o dell'organizzazione spesso sono aspetti che non sono osservabili. Nel nostro progetto, la struttura studiata e costituita da uno spazio che e la palestra di fisioterapia, dove quotidianamente lavorano 2 fisioterapiste che in questo studio, rivestono il ruolo di tutor guida di tirocinio e 2 operatori socio sanitari. I rituali che il ricercatore ha potuto osservare sono stati definiti come distrattori del setting terapeutico.

2. Ipensieri esplicitati dai soggetti durante il tirocinio nel contesto della palestra fisioterapica(12).

Per comprendere i concetti, i discorsi, la percezione e la messa a fuoco di chi sta osservando e di fondamentale importanza dare un significato alle azioni degli attori sulla scena. Il primo livello di significazione e stato offerto dalla descrizione di quello che accadeva e dai molteplici dialoghi avvenuti tra studenti e pazienti, tutor, assistenti, infermieri e medici mentre interagivano tra loro. Il ricercatore ha dato anche ampio spazio alla descrizione delle azioni manifestate dai pazienti emerse in fase di conversazione tra i presenti sulla scena.

L'intervista strutturata

L'intervista e stata costruita partendo dalle prime osservazioni ed e stata inizialmente strutturata con domande aperte che lasciavano la possibilita di risposte molto ampie allo scopo di sondare in profondita il pensiero che sottendeva l'agire degli studenti.

Successivamente e alla fine dell'analisi dei dati delle osservazioni etnografiche, sono state costruite 30 domande con l'intento di focalizzare e approfondire i seguenti contenuti:

--modalita di comunicazione tra studenti, tutor, pazienti;

--le relazione terapeutica ed empatica studente-paziente;

--la relazione reciproca studente-tutor.

Considerazioni etiche

Tutta la fase di accesso al campo, ha tenuto in considerazione l'organizzazione prevista all'interno dell'unita operativa frequentata e in conformita delle regole deontologiche previste dalla struttura ospedaliera. L'accesso al campo, non e stato casuale ma la ricerca e stata effettuata con una osservazione scoperta o palese che e la tecnica piu diffusa all'interno della tradizione etnografica. Un primo problema e stato quello di ottenere il permesso di compiere le osservazioni nel setting prescelto.

L'accesso fisico e stato facilitato in quanto i partecipanti e i soggetti indirettamente coinvolti nella ricerca, sono stati ampiamente informati sugli obiettivi del progetto, le intenzioni e la neutralita del ricercatore per limitare l'intrusione della sua presenza durante le osservazioni.

E stato sottolineato che i dati raccolti sarebbero stati utilizzati solo ed unicamente per scopi di ricerca e quindi sottoposti agli obblighi di riservatezza imposti dalla normativa. Gli studenti, erano consapevoli che la partecipazione al progetto era volontaria e che potevano ritirarsi in qualunque momento. Nella fase iniziale e stata fatta la cosiddetta negoziazione (Goffman 1971)(14) dove il ricercatore ha esibito le proprie credenziali scientifiche e la promessa di una condotta eticamente corretta e, i soggetti coinvolti, hanno richiesto delle garanzie per non essere valutati in fase di osservazione e di non essere interrotti nella loro esperienza e attuazione pratica di tirocinio in fase di trattamento con i pazienti.

ANALISI DEI DATI

La minuziosa analisi e raccolta delle osservazioni e stata elaborata dagli autori di questo studio in quanto entrambi esperti di ricerca qualitativa in ambito educativo e pedagogico, realizzata nel corso di esperienze con studenti universitari e delle professioni sanitarie che frequentano rispettivamente i contesti della formazione e della comunita dei pratici.

L'analisi dei dati e stata approfondita in base alla teoria qualitativamente derivata secondo il metodo della grounded theory interpretato da Morse e Mortari (J. Morse, 2004; L. Mortari 2007)(2, 10).

Approccio induttivo in cui l'analisi dei dati non e in coda al processo di raccolta ma interagisce con esso per ridefinire altri dati da raccogliere in fase esplorativa. Questo modo di raccolta dei dati permette a chi sta esaminando i soggetti studiati, di raccogliere alla successiva osservazione quali sono i dati piu significativi, scegliendo quel particolare gesto, un comportamento mirato o un dialogo che ha uno scopo preciso e in quel determinato contesto. Secondo questo metodo (J. Morse, 2004; L. Mortari 2007)(2, 13), in questa ricerca, le fasi del processo di costruzione della teoria sono state le seguenti:

* individuare i focus centrali (categorie riassunte nella legenda ad ogni osservazione);

* fare emergere i concetti nel contesto della realta prassica;

* costruire le categorie (per concetti simili);

* sviluppare un singolo concetto per etichette concettuali;

* denominare i concetti;

* unire trasversalmente i concetti diversificandoli per livello secondo lo schema orizzontale suggerito da J. Morse (come rappresentato graficamente nelle bolle della figura 1 e 2);

* unire gli elementi chiave delle osservazioni e delle interviste inserendoli nei rispettivi paradigmi.

Durante il lavoro di analisi dei dati sono emersi alcuni elementi chiave, che rappresentano i focus centrali (categorie) per l'elaborazione del modello interpretativo costruito sull'esperienza di tirocinio. Tali elementi sono riassunti nella legenda di seguito riportata:

* Ruolo e tono della voce

* Relazione terapeutica studente e paziente

* Relazione e trasmissione competenza dal tutor allo studente

* Competenze gestuali del fare performance e saper essere dello studente

* Variabili contesto e distrattori

* Contatto corporeo e varie modalita di contatto studente paziente

* Performance paziente

[FIGURE 1 OMITTED]

Questi elementi cardine hanno permesso di capire quali sono gli elementi piu importanti sottesi al processo della deliberazione pratica degli studenti durante la loro esperienza di tirocinio.

Una volta individuati, tali concetti sono stati poi elaborati concettualmente, e il loro sviluppo e stato rappresentato graficamente nei due schemi (paragonabili a delle "bolle" e suggerite da J. Morse)(2) con la descrizione di 2 paradigmi; il primo paradigma delle competenze intellettive, gestuali, relazionali apprese dagli studenti e il secondo paradigma rappresenta la trasmissione delle capacita professionali di competenza elevata da parte del tutor ai soggetti osservati).

Il primo schema (Figura 1), riporta ne\Y hight-level concepts il paradigma delle competenze intellettive, gestuali, relazionali apprese dagli studenti e il significato che hanno attribuito all'esperienza vissuta durante le attivita di tirocinio. Il linguaggio, la riflessione a livello mentale e gli skills, il contatto corporeo, le varie modalita del contatto, la relazione tra studente e paziente e l'intenzionalita dello sguardo fanno parte del mid-level mentre le variabili e i distrattori del setting rientrano nel low-level.

Nello schema successivo (Figura 2), sono stati identificati dei concetti inerenti la trasmissione delle abilita e capacita da parte dei tutor guida di tirocinio, agli studenti. Il paradigma che si trova al livello piu alto e rappresentato dalla relazione e trasmissione delle elevate competenze professionali da parte del tutor ai discenti. Tutte le tipologie relative alla relazione tra tutor-studente, studente-tutor e che per analogia dei concetti vengono identificati in comportamenti simili e all'occorrenza omogenei nelle loro caratteristiche, sono state inserite ai livelli medi.

[FIGURE 2 OMITTED]

I concetti che sono stati elaborati a partire dall'aspetto pratico dell'esperienza (J. Morse)(2) che fanno parte del mid-level e racchiusi nel primo paradigma che contengono le competenze acquisite durante l'apprendistato degli studenti, sono:

1. il linguaggio (ruolo e tono della voce in base alla modalita richiesta dalla situazione osservata);

2. relazione terapeutica studente-paziente:

* contatto corporeo e varie caratteristiche del contatto;

* "il saper e", il "sapere essere' e il "fare" (capacita intellettive, gestuali e relazionali rese operative e attuate dallo studente sul paziente)

3. relazione empatica paziente-studente:

* influenza della relazione sull'accordo terapeutico durante il trattamento richiesto e la risposta di quanto verra effettuato in base allo stato cognitivo del paziente;

* relazione emotiva paziente-studente rapportata alla patologia del paziente e modificabile in base agli attori coinvolti e presenti nel setting terapeutico.

* la performance del paziente.

4. Le variabili di contesto e i distrattori nel setting.

I concetti inclusi nel secondo paradigma delle competenze trasmesse dal tutor esperto allo studente, sono:

* relazione tutor-studente;

* relazione che attiva processi di apprendimento che coinvolgono non solo la sfera cognitiva, ma anche quella emotiva e affettiva e pertanto richiede a chi la esercita degli appropriati atteggiamenti di disponibilita, ascolto e intenzionalita;

* relazione educativa, orientata alla formazione individualizzata, con lo scopo di aiutare lo studente ad assumersi la responsabilita della propria formazione.

RISULTATI

1. Il linguaggio (ruolo e tono della voce in base alla modalita richiesta dalla situazione osservata e schematizzato a pag. 12).

Il linguaggio, dal punto di vista dell'analisi della pratica riveste diversi ruoli:

* immediato e a volte utilizzato come eloquio spontaneo e privo di un processo ragionato;

* espressione per la richiesta di un processo esecutivo;

* scambio amichevole di opinioni o per riempire uno spazio vuoto;

* occasione di dialogo personale, di intervento correttivo, di preoccupazione e tanti altri tipi di conversazione e relazione;

* espressione verbale e non, di preoccupazioni nei confronti del proprio disagio;

* richiesta di aiuto, richiesta ad essere ascoltati, manifestazione di preoccupazioni, emozioni e dimostrazione concreta di ansie e sofferenze fisiche;

* richiesta di supervisione agli esperti per migliorare o diversificare la proposta attuativa da parte degli studenti ed eventuali approfondimenti delle conoscenze teoriche;

* feedback dei formatori sull'efficacia del loro agire cognitivo e attuativo

Nella Tabella I, si riporta una sintesi della descrizione delle osservazioni effettuate sul campo, alcune domande e le risposte date dagli studenti osservati.

2. Relazione terapeutica studente-paziente: contatto corporeo e varie caratteristiche del contatto (capacita intellettive, gestuali e relazionali rese operative e attuate dallo studente sul paziente)

[ILLUSTRATION OMITTED]

Relazione empatica paziente-studente:

* influenza della relazione sull'accordo terapeutico durante il trattamento richiesto e la risposta di quanto verra effettuato in base allo stato cognitivo del paziente;

3. Relazione empatica paziente-studente:

* relazione emotiva paziente-studente rapportata alla patologia del paziente e modificabile in base agli attori coinvolti e presenti nel setting terapeutico;

* la performance del paziente.

Nella fase di osservazione non partecipata, il ricercatore ha intuito che un altro fattore molto importante durante l'esperienza di tirocinio e che gli studenti devono sentirsi rassicurati da un esperto supervisore (in questo caso i tutor guida di tirocinio). Ogni proposta verbale, gestuale e relazionale e sempre mediata dalla presenza costante degli esperti. Sono gli studenti stessi che alla fine di una sequenza di movimenti cercano e fanno entrare sulla scena la presenza del tutor esperto.

Il loro intervento, non e mai casuale, anzi avviene e si concretizza nel momento opportuno.

In alcuni momenti gli studenti focalizzano le loro abilita solo sull'aspetto che interessa il movimento perdendo di vista la relazione empatica tra loro e il paziente senza tenere conto della globalita della sua malattia.

Il tutor che affianca gli studenti, in questa esperienza di tirocinio, riferisce che una volta guidati nella prima fase iniziale e affidandogli la giusta dose di sicurezza professionale, si trasformano automaticamente passando dal loro ruolo di studenti a quello dei futuri fisioterapisti. A testimonianza di quanto sopra affermato vengono riportate le osservazioni e le risposte di questo mutamento di ruolo avvenuto nei soggetti studiati (Tabella II).

4. Le variabili di contesto e i distrattori nel setting

I distrattori, durante la partecipazione attiva all'interno di questo progetto di ricerca, hanno fatto percepire, queste intrusioni, come un qualcosa di problematico degli attori analizzati che venivano continuamente interrotti nella loro recitazione del ruolo rivestito. Per i presenti, invece, il passaggio di ogni persona o professionista entrante sulla scena, veniva percepita come una consuetudine quotidiana (Tabella III).

Relazione tutor-studente (inclusa nel secondo paradigma):

* relazione che attiva processi di apprendimento che coinvolgono non solo la sfera cognitiva, ma anche quella emotiva e affettiva e pertanto richiede a chi la esercita degli appropriati atteggiamenti di disponibilita, ascolto e intenzionalita;

* relazione educativa, orientata alla formazione individualizzata, con lo scopo di aiutare lo studente ad assumersi la responsabilita della propria formazione.

Il ricercatore, durante l'elaborazione delle sue osservazioni non-partecipate ha potuto verificare come sia determinante il ruolo della riflessione.

L'esposizione di quanto osservato sul campo e le conferme degli studenti, enfatizzano come l'apprendimento venga rinforzato in quei contesti particolarmente problematici in cui gli studenti sono messi nelle condizioni di attivare la riflessione prima, durante e dopo il loro operare.

I contesti di apprendimento, osservati durante l'esperienza di tirocinio degli studenti, ha permesso a loro di apprendere attivando l'atteggiamento dell'imitazione delle competenze artistiche delle tutor. L'importante e stato mettere in atto un differenziazione di contesti di apprendimento dove gli studenti attraverso la risoluzione dei problemi contingenti hanno messo in atto dei processi educativi, formativi, attuativi e del ragionamento intuitivo.

Gli studenti, sono degli osservatori esperti e l'imitazione e il processo che meglio si adatta al trasferimento del vedere quello che fanno gli altri per poi essere in grado di eseguirlo allo stesso modo.

L'imitazione gestuale degli studenti, osservando quello che fanno i tutor, e il processo che meglio si adatta ad arricchire l'auto-apprendimento sul campo.

La relazione che si instaura tra studente e tutor guida di tirocinio e di fondamentale importanza per creare quel rapporto professionale di empatia che facilita lo studente. L'imitazione della gestualita e la relazione con il tutor, sono elementi ricorrenti e importanti che hanno accompagnato tutta la fase di raccolta delle osservazioni e la definizione delle domande dell'intervista per sondare di continuo la loro profondita nei vissuti dell'esperienza degli studenti. Gli studenti, se responsabilizzati, esprimono tutte le possibili potenzialita sia nelle competenze relazionali e gestuali con piena consapevolezza.

Anzi, l'essere da soli e fautori del loro auto-apprendimento sul campo, favorisce una migliore concretizzazione di una capacita attuativa (dal punto di vista gestuale). A testimonianza di quanto esaminato dai dati raccolti dal ricercatore, nella Tabella IV si riportano parte delle osservazioni e delle interviste dei soggetti analizzati.

DISCUSSIONE

Il contenuto dei risultati emersi e ampiamente riportato nel paragrafo precedente inducono a fare alcune considerazioni in base allo scopo iniziale dichiarato in questa ricerca e rimanendo all'interno dell'approccio fenomenologico secondo la teoria induttivamente derivata della grounded theory.

Gli studenti intervistati hanno posto l'accento, come fattori agevolanti, sulla responsabilita ed indipendenza, sulle opportunita di mettere in pratica attivita diversificate e sul ricevere feedback dal tutor guida di tirocinio. Con il passare del tempo acquisiscono maggiore sicurezza in tutte le competenze richieste al futuro professionista (13).

Malgrado le competenze relazionali--comunicative assumano un ruolo cosi importante nella cura del paziente, sino a qualche tempo fa si pensava che gli aspetti relativi alla competenza della comunicazione interpersonale, fossero propri e caratteristici della persona e non modificabili attraverso la formazione.

Secondo alcuni autori, oltre ai codici linguistici quando comunichiamo oralmente, agiscono altri codici, che riguardano gli aspetti para-linguistici (toni e volumi della voce, uso delle pause, ritmo del discorso, allungamenti delle vocali) (Trager 1967); i movimenti del corpo, i gesti, le espressioni del volto (codici cinesici e mimici); la collocazione dell'intervistato nello spazio, per esempio la sua distanza dall'intervistatore (codici prossemici); i modi di vestirsi ecc. ecc. (cfr Hinde, 1972; Leroi Gouran, 1977; Birkenbihl, 1990; Crpitella, 1993; Cicalese, 2004).

In questa relazione terapeutica approvano che e di fondamentale importanza ricercare e mantenere l'attenzione e l'interesse del paziente in quanto e la modalita che meglio si adatta al raggiungimento dei loro obiettivi definiti nella pianificazione del loro intervento pratico (14).

Dai risultati emerge un concetto fondamentale espresso ripetutamente da parte degli studenti che e avere l'autorizzazione a lavorare autonomamente. Quando hanno dichiarato di aver effettuato da soli le proposte motorie compresa la relazione con il paziente, enfatizzano il valore di questa esperienza per lo sviluppo della loro indipendenza (15).

Infatti gli studenti asseriscono che se il tutor, suggerisce la soluzione immediata senza la revisione ragionata del loro processo attuativo non innesca nessuna riflessione delle azioni. Al contrario se il tutor induce il ragionamento alla riflessione in azione e quindi lo studente viene messo nella condizione di fare una dimostrazione ragionata sulle conoscenze teoriche e la loro applicazione pratica e un processo mentale che si imprime nelle loro menti calate nel contesto dei pratici.

Gli studenti hanno dichiarato che andava molto meglio quando avevano avuto l'opportunita di addestrarsi e di imparare dagli errori. Hanno detto che potevano vedere il loro sviluppo progredire di giorno in giorno. La familiarita con i compiti tecnico-pratici si trasformava in un contatto piu rilassato (16).

Inizialmente gli studenti, durante l'intervista hanno rivelato di avere la necessita della supervisione del tutor nella fase della valutazione del paziente che gli e stato affidato. Gli studenti affermano che il passaggio dei saperi acquisiti durante le lezioni formali nell'applicazione pratica dipende da molti fattori.

Il feedback ricevuto dai pazienti, dai supervisori e dallo staff, rafforza la loro sicurezza (15).

Affermano che l'aver progettato in piena autonomia e attuato correttamente il raggiungimento degli obiettivi riabilitativi accresce la loro autostima professionale (17) nel futuro contesto lavorativo.

In questo complesso processo di accrescimento nella loro esperienza di tirocinio e di fondamentale importanza che il ruolo del tutor sia quello di educatore, facilitatore e che sviluppi la capacita critica nella formazione degli studenti (18).

E il concepire l'educazione in termini di empowerment, cioe come un processo inteso a promuovere quelle abilita e quelle disposizioni cognitive ed emotive necessarie a posizionarsi come soggetti critici e creativi rispetto all'ordine culturale e sociale esistente.

I risultati e la discussione di questo studio attraverso le tecniche dell'osservazione etnografica e dell'intervista strutturata hanno dato la possibilita di raccogliere un'infinita di dati pur presentando molti limiti.

Tale progetto ha permesso di esplorare solo un ambito limitato delle attivita di tirocinio (campo neurologico) anche se il contesto offriva molti aspetti da osservare.

Campo poco approfondito in letteratura dalla parte dei discenti durante le loro esperienze di tirocinio professionalizzante mentre esiste tanta letteratura sulla formazione dei tutor, attraverso le innovative metodologie tutoriali. Gli strumenti utilizzati per la raccolta e l'analisi dei dati sono stati insufficienti per esplorare un campo che offre una enormita di dati da ricercare. Infine i soggetti coinvolti in questo progetto sono stati solo 2 studenti anche se il setting prevedeva la presenza di altre persone e professionisti esperti nelle attivita del tirocinio professionalizzante.

CONCLUSIONI

Alla luce di quanto emerso in questo progetto di ricerca, i tutor guida di tirocinio (o supervisori come riportato negli studi di alcuni Autori) rivestono un ruolo di particolare importanza nella fase finale dell'istruzione degli studenti delle professioni sanitarie, nel senso che facilitano il passaggio alla professione e promuovono la socializzazione (Beattie 1998).

Nei limiti della casistica sottoposta all'osservazione etnografica e all'intervista strutturata qui presentata si evince dai risultati descritti come sia di fondamentale importanza la funzione del tutor. Soprattutto quando i tutor sono in grado di interpretare le necessita degli studenti in questa esperienza di tirocinio e rinnovare il loro processo di apprendimento; non solo, ma sono in grado di sondare profondamente le conoscenze degli studenti in modo da modulare il compito e gli obiettivi. Obiettivi formativi che gli studenti dovrebbero raggiungere alla fine del percorso triennale permettendo a loro di inserirsi nel futuro ruolo professionale con competenza e abilita indispensabili per l'ingresso nella comunita di pratici.

E quindi necessario, come riportato da vari autori, preparare gli studenti a sviluppare il senso di responsabilita e di indipendenza in modo da essere in grado di affrontare le sfide (Oermannn 1994). L'influenza dei supervisori sullo sviluppo dell'indipendenza e stata riconosciuta in precedenti studi (Windsor 1987, Beattie 1998, May & Veitch 1998). Nehls et al. (1997) ritenevano che i tutor avrebbero dovuto porre le domande giuste e aiutare gli studenti a 'mettere insieme le cose o a vedere 'il grande disegno'. La visione d'insieme e l'avere il controllo, osservati e espressi da alcuni studenti come elementi di agevolazione, si possono ipotizzare come fattori interdipendenti con la responsabilita e l'essere autonomi. Secondo Bjork (2000) uno dei temi principali correlati all'apprendimento dei nuovi studenti laureati era, acquisire un visione di insieme ed essere in grado di stabilire le priorita all'interno di tutti gli aspetti richiesti in ambito riabilitativo.

Alla fine di questo progetto, il ricercatore e arrivato a molti interrogativi e volendo trovare delle implicazioni didattiche e pedagogiche, politiche e organizzative, da inserire nei contesti formativi dei professionisti sanitari sottolinea che molti sono gli aspetti sui quali si potrebbe ampliare la ricerca qualitativa.

* Qual e allora il profilo del formatore capace di implementare un laboratorio del pensare riflessivamente critico?

* Quanto il contesto educativo, formativo, politico e organizzativo puo influire sulla riflessione in azione e sull'azione da parte degli studenti?

BIBLIOGRAFIA

(1.) Silverman, D. (2002). Come fare ricerca qualitativa. Roma: Carocci.

(2.) Morse J. M. (2004). Constructing qualitatively derived theory: concept construction and concept typologies. Qual Health res. 2004; 14; 1387. From http://qhr.sagepub.com/cgi/content/abstract/14/10/1387

(3.) Mortari L. (2007). Cultura della ricerca e pedagogia. Prospettive Epistemologiche. Roma: Carocci.

(4.) Decreto del MURST n. 509/99 e n. 270/04.

(5.) Binetti P., Alloni R. (2004). Modi e modelli del tutorato. La formazione come alleanza. Roma: Edizioni scientifiche Ma.Gi.

(6.) Decreto Interministeriale 2 aprile 2001, allegato 2 Determinazione delle classi delle lauree universitarie delle professioni sanitarie(Pubblicato nel S.O. n. 136 alla Gazzetta Ufficiale n. 128 del 5 giugno 2001)

(7.) Sasso L., Lotti A., Gamberoni L. (2003). Il Tutor per le Professioni Sanitarie. Roma: Carocci Faber Editore.

(8.) Zannini L. (2005). La tutorship nella formazione degli adulti. Uno sguardo pedagogico. Milano: Guerini scientifica.

(9.) Tarozzi M. (2008). Che cos'e la Grounded theory. Roma: Carocci.

(10.) Mortari L. (2007). Apprendere dall'esperienza; il pensare riflessivo nella formazione (4a ristampa). Ed. Carocci .

(11.) Schon D. A. (1999). Il professionista riflessivo. Per una nuova epistemologia della pratica professionale. Ed. Dedalo.

(12.) Diana P., Montesperelli P. (2005). Analizzare le interviste ermeneutiche; Ed Carocci.

(13.) Hundert E. (2002 January 9). Defining and Assessing Professional Competence. JAMA Vol 287, No. 2. Tradotta, da Epstein R.

(14.) Zappala S. (2002). Decidere nelle organizzazioni per una psicologia dei processi decisionali. Ed. Carocci.

(15.) Graham L. Cecilia (1996). Conceptual Learning Processes in Physical Therapy Students. Physical Therapy. Volume 76. Number 8. August August 1996. http://web.ebscohost. com of+ Physical+Therapy+ Education

(16.) Morgan Raph (2006). Using clinical skills laboratories to promote theory-practice integration during first practice placement: an Irish perspective. Journal of Clinical Nursing, 15, 155-161. 2006 Blackwell Publishing Ltd. http://www3.interscience.wiley.com/cgi-bin/home.

(17.) Wolff-Burke Melissa (2005). Clinical Instructors' Descriptions of Physical Therapist Student Professional Behaviors. Journal of Physical Therapy Education Vol 19, No 1, Spring 2005, http://web.ebscohost.com of+Physical+Therapy+Education

(18.) Ginsburg S., Regehr G. & Lingard L. (2003).To be and not to be: the paradox of the emerging professional Stance. Personal and professional development 37:350-357. From http://www.medicaleducation.it

Manuela Cappuccini *, Valentina Mazzoni **

* Dott.ssa Mag. In Sc. Delle Prof. San. della Riab., Tutor Clinico del Corso di Laurea in Fisioterapia Polo Universitario di Rovereto, Universita degli Studi di Verona, Facolta di Medicina e Chirurgia.

** Dott.ssa di ricerca in Pedagogia, assegnista di ricerca al Dipartimento di Scienze dell'Educazione e docente a contratto alla Facolta di Medicina e Chirurgia (Universita degli Studi di Verona).

Questa ricerca e stata presentata ad Empoli il 12 e 13 giugno 2009 al workshop "Le competenze core del fisioterapista " (organizzato dalla Commissione Nazionale dei Corsi di Laurea in Fisioterapia).
Tabella I

OSSERVAZIONE

Ora e il tutor che richiede e propone l'esercizio successivo. Lo
studente lo fa eseguire con la stessa sequenza.

In questo momento la paziente usando un tono sostenuto, dice allo
studente di stare zitto.

Nell'esercizio seguente, lo studente si mette molto vicino al fianco
della paziente Ora la paziente gratifica lo studente (grazie, sei
bravo).

Il paziente esprime il suo stato fisico ("sono stanco"; "sto a letto
tutto il giorno"; "mi sento molto debole").

Lo studente tranquillizza e rassicura il paziente (dice che le sue
sensazioni sono normali e lo stare a letto affatica ed e stancante...
e che comunque la sua stanchezza migliorera con il tempo e si arrivera
al benessere fisico).

I movimenti suggeriti in fase di trattamento o vengono proposti dallo
studente oppure a volte richiesti dal tutor

Nell'esecuzione del movimento la tutor interviene motivando allo
studente che per la corretta coordinazione del movimento richiesto, e
necessaria che la sua richiesta verbale sia ritmica e ripetitiva.

INTERVISTA

D: Quando i pazienti sono poco collaboranti, che importanza ha il tono
di voce? Ho visto che spesso il vostro tono di voce e la richiesta
verbale frequentemente si adeguano alla scarsa collaborazione della
paziente. Vi sembra vera questa cosa?

R: Dipende dalla conoscenza che si ha del paziente e con ognuno va
rispettato il suo carattere, pero nella maggior parte dei casi lo si
fa spontaneamente e rientra nel linguaggio non verbale che si instaura
con il passare del tempo. Viene naturale!!!

Se la paziente si distrae la mia voce cambia per fare in modo che lei
si concentri su quello che deve fare senza mai esagerare.

D: Perche e importante usare la voce per cadenzare le fasi del
movimento indipendentemente dal compito richiesto? Perche vi rivolgete
alla tutor per avere il suo appoggio come esperta?

R: Per prima cosa, chiedere il supporto della tutor attraverso le sue
spiegazioni teoriche e la conferma come esperta dal punto di vista
dell'attuazione pratica ci aiuta a capire a noi studenti se il
movimento cosi proposto, applicato, attuato e corretto. Dall'altro, e
per chiedere di poter essere rassicurati come studenti e per la
tranquillita dello stesso paziente.

Tabella II

OSSERVAZIONE

Buon dialogo professionale e empatico.

Interessante, vedere come la paziente considera lo studente come un
professionista di fiducia. Si e creato un rapporto di piena
alleanza terapeutica. Anzi verbalmente, la paziente ha espresso piu
volte che preferisce essere trattata dallo studente e non dal
tutor.

Conferma della corretta esecuzione gestuale ricorre spesso nelle
richieste degli studenti. La perfezione della loro performance e
per imparare la corretta esecuzione oppure per salvaguardare
l'incolumita del paziente? oppure per non aggravare lo stato
doloroso del paziente?

Noto, che lo studente e sempre molto creativo nel proporre proposte
fisioterapiche diversificate e adeguate.

Dice come deve muoversi la paziente in base al movimento richiesto.
Utilizza la gestualita e i movimenti degli arti superiori e
inferiori Solo in fase operativa e attuativa, durante gli esercizi,
fa vedere ed esegue su imitazione quello che gli viene proposto.

Si nota nello studente il miglioramento della sua manualita
gestuale con il passare delle settimane.

Da una settimana all'altra osservo che gli studenti acquisiscono
maggiore abilita sia nell'attuazione pratica che nella valutazione
dei pazienti affrontati e in base alla diversificazione della
patologia. Di pari passo aumenta anche la loro adeguatezza nelle
proposte di movimento che vengono richieste con pertinenza e
competenza.

INTERVISTA

D: In primo luogo siete piu concentrati su quello che muovete e poi
ricercate la relazione. Sembra quasi che venga a mancare questo
filo conduttore tra lei e il paziente. Che cosa vi spinge a
cambiare il vostro modo di porvi nei confronti del paziente dal
punto di vista relazionale? Che cosa pensate in quel momento prima
dell'azione successiva che andrete a proporre?

R: All'inizio per lo studente anche del terzo anno e normale che si
concentri su quello che sta muovendo perche non ho ancora raggiunto
la sicurezza tale da non poter essere concentrati sul paziente.
Quando si prende dimestichezza con i nostri gesti, il paziente non
si lamenta, anzi sta bene!!! Allora si cerca anche di ricercare una
comunicazione. A volte il paziente non dice, ma esprime con le sue
smorfie.

D: Quando si sente maggiormente sicuro nel trattare il paziente?
Cosa fa per aumentare la sua sicurezza? Quale riscontro ha dal
paziente mentre viene mosso? Quando si sente piu sicuro rispetto a
quello che fa?

R: Piu sicuro dopo aver visto la mia tutor farlo e su imitazione.... e
sono piu sicuro anche quando ho le conoscenze teoriche sulla sua
malattia. La mia sicurezza e legata al fatto che se ho valutato in
fase iniziale il paziente con il tutor ho chiaro e conosco quello
che propongo al paziente nelle prime sedute di trattamento con lui.

Ho idea di cosa fare e come relazionarmi in questo caso (e una mia
sicurezza). Se e collaborante e facile trattarlo, al contrario e
molto piu complicato entrare in sintonia con lui.

Tabella III

OSSERVAZIONE

Esistono molti fattori distraenti come per esempio che ogni persona
(di ogni ruolo) entra in questo spazio e non rispetta quello che
sta succedendo.

Se il paziente e concentrato nell'esecuzione di un movimento, gli
estranei non chiedono se possono dire, fare, guardare. No! Tutti
parlano, salutano e usano un

tono della voce molto incisivo, come prerogativa per far notare la
loro presenza.

Sembra quasi un luogo dove ognuno puo rilassarsi e sentirsi a
proprio agio (come un ambiente protetto e sicuro).

Entrano e parlano rivolgendosi a chiunque (paziente, tutor,
studente ecc.) noncuranti che quella e una palestra dove andrebbero
rispettati spazi e tempi altrui.

Entrano altre persone e tutti salutano. Tutti vengono distratti e
si instaura un clima confidenziale.

Ora entra la fisioterapista dell'altra palestra. Si mette a parlare
con la collega che sta al computer.

Per fortuna, che gli studenti non si distraggono minimamente (sono
abituati all'andirivieni dei passanti casuali).

Tabella IV

OSSERVAZIONE Gli studenti chiedono sempre la conferma alla tutor di
riferimento. Il loro ruolo e sempre molto presente.

Lo studente, chiede conferma alla tutor per avere la sua
approvazione da esperta ed eventuali altri suggerimenti sul cosa e
come far fare alla paziente.

In questo frangente e la tutor che suggerisce la proposta motoria
da proporre.

Lo studente e sempre controllato a vista dalla tutor.

Lo studente quando propone al paziente dei compiti motori che
richiedono maggiore complessita e impegno del controllo per la sua
l'incolumita, viene sempre assecondato dalla tutor.

Lo studente a volte guarda quello che accade e che stanno facendo
gli altri attori presenti sulla scena.

Preferisce guardare quello che fanno le fisioterapiste e ogni tanto
anche quello che sta facendo il suo compagno.

INTERVISTA

D: Chiedete spesso suggerimenti e conferme sulla
vostra"performance" alle tutor. Perche ritenete importante questo
aspetto?

R: In generale quando ci rivolgiamo alla tutor e chiediamo il suo
supporto e perche qualcosa non e chiaro, oppure quando io mi trovo
in difficolta in una determinata situazione con il paziente. Al
contrario, quando mi sento sicuro io vado avanti autonomamente, non
chiedo, mi sento tranquillo. Se invece mi trovo con un paziente con
i problemi cognitivi, in questo casi si restringono molto le
possibilita di proporre tanti esercizi e anche la mia immaginazione
creativa del diversificare gli esercizi si esaurisce di fronte ad
altre problematiche.

D: E piu significativo apprendere su imitazione, cioe solo
guardando o provando (un esperto o il tutor guida di tirocinio, o
il tuo compagno)?

Cosa cambia dal guardare al provare?

Quale e stata l'attivita gestuale, dove ha appreso di piu? Perche?

R: Per quanto riguarda l'attivita manuale, nel tirocinio
neurologico del 2 anno ho avuto una tutor che mi ha insegnato dove
mettere le mani, fai cosi che e favorevole alla paziente che stai
trattando. All'inizio del tirocinio, ho solo guardato ma poi la
possibilita di provare mi ha fatto fare il salto di qualita per
migliorare la mia attuazione manuale e di pari passo anche la mia
sicurezza nel trattare i pazienti con paralisi neurologiche.

D: Quando lei esegue dei movimenti sul paziente, ci pensa prima di
fare quell'azione, durante la sua esecuzione, ci sono dei momenti
che richiedono un pensare di piu, oppure altri movimenti sono solo
automatizzati, o sono pensati. Quando si scatena una riflessione
dentro di lei?

R: Dipende dal caso, se e il tutor che sta trattando un caso
problematico, allora prima guardo cosa fa e cerco di capire perche
lo fa. Quando devo trattare da solo questo paziente e tocca a me,
cerco di fare le stesse manovre; cercando quale e l'obiettivo, lo
scopo e il perche si muove in quel determinato modo, si tocca quel
segmento con una presa particolare.

Non e una copia automatizzata ma ogni movimento e pensato prima,
durante e dopo l'azione.

La teoria e un ottimo riferimento per proporre le richieste motorie
nel paziente con problemi ortopedici in quanto risponde in modo
normale.

Il rapporto con la tutor e fondamentale, perche vedere che loro
sono motivate a stare con noi nel ruolo di educatori e costruttivo
per noi studenti e anche per i pazienti.

Se il tutor di da la soluzione immediata senza la correzione noi
non facciamo nessuna riflessione delle azioni. Al contrario se il
tutor induce il ragionamento alla riflessione in azione e quindi io
studente mi chiedo il perche quello che ho studiato non riesco a
trasferirlo nella pratica rimane piu impresso dentro di noi.
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