Academic system reform: what role for physiotheraphy?/La riforma degli insegnamenti universitari: quale spazio avra la fisioterapia?
Abstract: The Italian Academic system is changing in favour of a European model, in which all subjects will be common to all sanitary professions. At present, the sanitary professions include six specific subjects, but this will not probably be possible in the new context.

In this article, we try to explain why saving the physical therapy culture would be important within the contents of all the sciences, rather than having a specific subject called, for example, "Rehabilitative Sciences".

We need to provide a scientific basis following the rules of the world scientific community. For this reason, we have to improve our scientific productivity with new research projects and publications, particularly in Journals with high Impact Factor.

This Journal, "Scienza Riabilitativa", is a good opportunity for publishing original works that will be read and studied in other countries.

Il sistema accademico italiano sta cambiando verso un modello europeo in cui gli insegnamenti delle professioni sanitarie saranno ridefiniti in una logica comune. Attualmente sono dedicati alle professioni sanitarie sei insegnamenti, ma in futuro questo non sara verosimilmente piu possibile. In questo articolo cerchiamo di illustrare le ragioni per cui sia importante salvaguardare la cultura della Fisioterapia all'interno di tutte le Scienze, piuttosto che insistere per avere uno specifico insegnamento denominato, per esempio, "Scienze Riabilitative".

Abbiamo la necessita di costruire una base disciplinare che segua le regole della comunita scientifica universale. Per questo motivo, dobbiamo aumentare la nostra produzione scientifica attraverso nuovi progetti di ricerca e pubblicazioni, soprattutto su riviste ad elevato Impact Factor. Il nostro trimestrale, "Scienza Riabilitativa", rappresenta una buona opportunita per pubblicare articoli originali che potranno essere letti e studiati in tutto il mondo.
Article Type: Editorial
Subject: Educational reform (Analysis)
Physical therapy (Health aspects)
Therapeutics, Physiological (Health aspects)
Administrative agencies (Education policy)
Author: Pillastrini, Paolo
Pub Date: 10/01/2009
Publication: Name: Scienza Riabilitativa Publisher: Associazione Italiana Fisioterapisti Audience: Academic Format: Magazine/Journal Subject: Health Copyright: COPYRIGHT 2009 Associazione Italiana Fisioterapisti ISSN: 1828-3942
Issue: Date: Oct, 2009 Source Volume: 11 Source Issue: 4
Topic: Event Code: 970 Government domestic functions
Geographic: Geographic Scope: Italy Geographic Code: 4EUIT Italy
Accession Number: 254679298
Full Text: Ein atto da alcuni anni presso il sistema universitario nazionale il progetto di ridefinizione dei Settori Scientifico Disciplinari, che sta impegnando tutte le componenti piu autorevoli del mondo accademico e delle professioni. Si tratta, a rigor di logica, di un passaggio obbligato, con l'obiettivo di uniformare i percorsi formativi nei Paesi del territorio comunitario, che--insieme alle indicazioni scaturite dal Processo di Bologna e i successivi appuntamenti dell'ultimo decennio--auspichiamo possa favorire la circolazione di professionisti e studenti senza gli attuali vincoli e impedimenti di ordine soprattutto burocratico.

I documenti che oggi abbiamo a disposizione (vedi tabella 1) fanno riferimento a un nuovo articolato delle discipline che prevede, in ordine gerarchico: le Macro-Aree, le Aree, gli Ambiti Disciplinari, i Settori Scientifico Disciplinari e i Descrittori. Attualmente i Settori Scientifico Disciplinari sono l'unico fattore che descrive una disciplina, un insegnamento, attraverso una denominazione e una declaratoria, che ne specificano i contenuti. Nell'Area Medica sono 50 e vengono caratterizzati da una sigla (MED) e un numero (da 01 a 50). A titolo esemplificativo, ricordiamo che il MED/48, quello in cui sono inseriti i contenuti piu affini alla cultura riabilitativa, ha come denominazione "Scienze Infermieristiche e Tecniche Neuro-Psichiatriche e Riabilitative", seguito dalla seguente Declaratoria: "// settore si interessa dell'attivita scientifica e didattico-formativa, nonche dell'attivita assistenziale a essa congrua nel campo dell'assistenza tecnico-riabilitativa neurologica e psichiatrica nell'eta pediatrica ed adulta; sono ambiti specifici di competenza del settore le scienze tecniche della riabilitazione psichiatrica della terapia occupazionale, della valutazione e riabilitazione neuromotoria, psicomotoria, cardio-respiratoria, viscerale e le scienze tecniche elettro e neurofisiopatologiche, cinesiologiche e fisioterapiche e la metodologia ed organizzazione delle professioni del settore". Sono proprio i Settori Scientifico Disciplinari a rappresentare il riferimento per i concorsi universitari, volti a reclutare ricercatori e docenti di seconda e prima fascia.

Sulla base di questa premessa, emerge un semplice ma importante quesito: per poter affermare il valore scientifico di una disciplina e di una professione, la strada maestra consiste effettivamente nell'avere un Settore Scientifico Disciplinare specifico? La domanda puo anche essere formulata diversamente: ha piu valore inserire i contenuti di una disciplina all'interno di numerosi raggruppamenti esistenti in cui essa ricopre un ruolo significativo, oppure isolarla, definirne con precisione gli steccati che la separano dalle altre discipline e connotarla con un nome e un codice propri? Ovviamente tutti quanti gli operatori sanitari, appartenenti ai 20 e piu profili individuati dal Ministero della Salute, desidererebbero poter avere un insegnamento specifico in cui dare spazio e profondita ai contenuti peculiari del proprio sapere (seconda opzione di cui sopra), ma e ragionevole ritenere che questa soluzione possa avere qualche chance di essere attuata? Le bozze ministeriali e del Consiglio Universitario Nazionale che abbiamo avuto l'opportunita di leggere riferiscono di una probabile riduzione dei Settori Scientifico Disciplinari da 50 a 10, per cui questa strategia non potra essere applicata per nessuna professione sanitaria. Neppure per gli infermieri, che pure su questo terreno hanno avviato una strenua battaglia, fondata sull'enorme peso dei numeri e delle necessita attuali del Servizio Sanitario Nazionale.

Personalmente ho sempre creduto che occorra puntare con decisione verso l'affermazione della Fisioterapia attraverso due principi fondamentali: la trasversalita e la multidisciplinarieta. Non si tratta quindi di agire a tutela di chi possiede il giusto titolo professionale o accademico, ma di far si che la comunita scientifica accetti il valore della Fisioterapia all'interno dei propri settori disciplinari, intesa come elemento trasversale che si puo inserire in molte altre scienze, connotate da uno specifico ambito, a disposizione di tutti coloro che riterranno di approfondirne contenuti e metodologie. Quindi, come gia oggi accade per tutti gli altri Settori Scientifico Disciplinari, si dovra poter contare sulla presenza di docenti e ricercatori di piu estrazioni (multidisciplinarieta), con punti di osservazione e prospettive diverse ma integrate, volte alla crescita e lo sviluppo della Fisioterapia verso la costruzione di una vera e propria Scienza. Infatti, ricordo ancora che attualmente non esiste alcun Settore Scientifico Disciplinare in cui i ricercatori e i docenti siano provenienti da una sola disciplina, con buona pace di coloro che invece vorrebbero creare il settore degli infermieri, quello dei fisioterapisti, quello delle ostetriche, ecc. Nel mondo accademico non e mai stato cosi e neanche gli specialisti della Medicina Interna (quelli del settore scientifico disciplinare MED/09, il piu numeroso e potente tra tutti quelli di area medica) assorbono la totalita del raggruppamento disciplinare assegnato. Lo stesso vale per i neurologi, gli ortopedici e tutti gli altri.

Quindi, anziche seguire la crociata infermieristica, cercando di rivendicare un nostro specifico Settore Scientifico Disciplinare, non sarebbe forse piu opportuno agire inserendo nei Descrittori di altri raggruppamenti le nostre competenze e i contenuti della nostra cultura, cosi da affermare la disciplina e non veder prevalere logiche di basso profilo finalizzate alla salvaguardia delle etichette piuttosto che il valore del merito e lo sviluppo della professione? I punti di domanda sono tanti e le ricette non sembrano in nessun caso convincenti. Tuttavia, cio che va a mio avviso evitato e il rischio di essere retrocessi ad un livello inferiore a quello degli attuali Settori Scientifico Disciplinari, che possiamo considerare di serie A. E un rischio reale a cui non mi pare abbiano pensato a sufficienza i propugnatori dell'isolamento: quelli che dicono che dovremmo avere una Facolta separata dai medici, Corsi di Laurea distinti da quelli a ciclo unico, insegnamenti a cui possano accedere solo coloro che hanno le etichette giuste. A mio parere, questo sarebbe un errore. Autoescludersi dai circuiti in cui gravitano gli specialisti di tutte le discipline mediche e di area sanitaria, con la presunzione di costruire un micro-sistema in cui ci siamo solo noi delle professioni, ci potrebbe dare l'illusione di avere alcuni vantaggi: la titolarita negli insegnamenti, il controllo della formazione e la prospettiva di percorsi di carriera, ad esempio. In realta, ci ritroveremmo ad avere insegnamenti di serie B, Corsi di Laurea di serie B, ruoli universitari di serie B, Facolta di serie B. E l'asse dello sviluppo culturale e scientifico si sposterebbe dalla nostra orbita, sulla quale stiamo faticosamente cercando di costruire la Scienza della Fisioterapia, almeno negli ultimi anni.

E siccome l'accademia consiste innanzitutto nell'universalita e l'apertura, nel confronto e nello scambio che arricchisce coloro che rimangono collegati al resto del sistema, una simile involuzione produrrebbe solo un confinamento con la conseguente emarginazione: dallo sviluppo, dai progetti e anche dai finanziamenti, che sono alla base di qualsiasi percorso di crescita culturale e professionale. Ora, come si e detto, si prefigura uno scenario in cui i settori verranno ridotti a circa un quinto degli attuali 50. Pensiamo davvero che sia realistico ritenere che ci siano spazi per questi ragionamenti? Ovviamente no. E allora non e forse meglio salvaguardare i contenuti disciplinari piuttosto che erigere barricate obsolete, seguendo una logica perdente in partenza, finalizzata a "piazzare" i propri candidati rispetto ad una importante strategia di evoluzione culturale? I Fisioterapisti, cosi come tutti gli altri professionisti sanitari, devono entrare nella logica per cui gli incarichi e le competenze accademiche verranno loro attribuite per merito e non perche in possesso dell'etichetta valida. Non possiamo pensare di avere spazi riservati solo perche abbiamo il titolo giusto, ma dobbiamo adoperarci per contribuire alla dimostrazione dell'efficacia della nostra cultura, che ancora non e pienamente riconosciuta ne presso le istituzioni accademiche ne presso il mondo scientifico. Quando lo avremo fatto, chi lo avra fatto, sara in possesso dei requisiti richiesti per poter accedere all'accademia attraverso il percorso stabilito, che e quello della ricerca scientifica.

E proprio per questo che ancora oggi e inappropriato parlare di Scienza della Fisioterapia e chiunque lo fa, sa di descrivere solo un ipotetico e desiderato sguardo di prospettiva, distaccato dalla realta e valido solo nei salotti esclusivi e nei circuiti autoreferenziali dove si scambiano battute tra amici. Il merito, in questo ambito, e valutato sulla base delle competenze didattiche e scientifiche, attraverso i criteri propri del mondo universitario: il numero delle pubblicazioni, l'Impact Factor maturato, la continuita nella produzione scientifica, l'abilita nel saper trasmettere agli studenti i concetti e i contenuti disciplinari che sono risultati dai propri progetti di ricerca e non dall'autoreferenziale interpretazione del solista di turno. Quindi l'asse verso cui orientare il nostro impegno associativo e professionale non deve essere quello dell'isolamento, ma un forte e deciso stimolo verso i colleghi a crescere nella direzione degli indicatori che tutti gli Atenei riconoscono e valorizzano. Qualsiasi strategia che cerchera invece di staccarci dalle vere Scienze, che puntera a costruire piccoli circuiti di basso livello in cui dominano i gruppetti e il "fai da te", sara inevitabilmente perdente e non dovremo essere noi ad appoggiarla.

Concludo questa riflessione con l'invito rivolto a tutti i colleghi ad intraprendere progetti di ricerca scientifica a tutti i livelli, dai piu qualificati ai piu semplici, perche solo quando avremo dimostrato con la metodologia appropriata, universale e riconosciuta in tutta la comunita scientifica, l'efficacia dei nostri strumenti di valutazione e trattamento, avremo acquisito la credibilita per poter tutelare efficacemente la nostra autonomia professionale e il nostro valore. "Scienza Riabilitativa" era e rimane una grande opportunita per pubblicare e rendere visibili i nostri lavori scientifici che, dopo il doveroso e a volte faticoso completamento del percorso di revisione, seleziona gli articoli piu validi e meritevoli. A questo proposito, chi fosse interessato, puo selezionare tutto il dettaglio degli articoli pubblicati, i nomi degli autori e i riferimenti specifici, nei databases internazionali Cinahl (www.cinahl.com), EbscoHost (www.ebscohost.com), Gale/Cengage Learning (www.galecengage.com), nonche ritrovare gli ultimi numeri della rivista direttamente archiviati presso la prestigiosa "British Library", una delle piu fornite biblioteche scientifiche nel mondo. Credo che valga la pena lavorare in questa direzione, ora che finalmente la strada e stata tracciata.
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